Il collega? Non è un nemico ma un tuo alleato!

Sei ancora tra quelli che pensano che i colleghi che operano nello stesso settore siano competitor, nemici da abbattere? Credi a me, ti conviene cambiare prospettiva (io l’ho già fatto da anni con il Consorzio Ursa Major…).

Costruire una rete relazionale solida con altri imprenditori del settore – anche con chi apparentemente fa il tuo stesso mestiere:

-non è un segno di debolezza o di ingenuità strategica,

-è un modo concreto per aumentare la resilienza del business e accedere a un patrimonio informativo e operativo che altrimenti resterebbe inaccessibile.

Lo stesso linguaggio!

Parlare con altri imprenditori che conoscono da vicino i tuoi stessi problemi ti restituisce una visione della realtà più ampia, meno autoreferenziale. Ovviamente non sto parlando dello scambio di segreti industriali, ma di creare uno spazio in cui è possibile confrontare modelli distributivi, modalità di gestione del magazzino, approcci alle trattative commerciali, scelte di assortimento. Confronti che, se ben condotti, generano stimoli che nessun report o consulente esterno può darti con la stessa efficacia.

Le piattaforme autorevoli come Harvard Business Review, McKinsey o Forbes insistono da anni sul concetto di “coopetition”: la capacità di integrare dinamiche di concorrenza con spazi di cooperazione mirata. È un approccio che funziona, soprattutto nei settori dove la frammentazione del mercato non consente economie di scala individuali e la capacità di anticipare i cambiamenti è più importante del semplice presidio della quota di mercato. La distribuzione Horeca rientra perfettamente in questa descrizione.

Pragmatici insieme è meglio!

Quando, poniamo caso, il legislatore introduce una nuova tassa che incide sui costi di filiera, quando le abitudini dei consumatori si spostano su nuovi canali o quando si affacciano player internazionali con logiche aggressive di pricing, l’isolamento diventa pericoloso. È in quelle circostanze che avere accesso a un network costruito nel tempo può fare la differenza: consente di valutare meglio i rischi, individuare soluzioni operative già testate altrove, o perfino immaginare iniziative condivise che migliorano la capacità negoziale con fornitori e istituzioni.

Prendi spunto e impara!

Quando frequenti colleghi preparati, attivi su altri territori o su segmenti diversi dal tuo, osservi con occhio critico come stanno evolvendo i modelli di business nel settore, quali soluzioni digitali funzionano davvero, come cambiano le aspettative del cliente professionale. E anche tu, debitamente preparato, puoi anticipare, invece che inseguire.

Naturalmente non si costruisce un buon network solo andando a eventi o distribuendo biglietti da visita. Il valore relazionale va alimentato nel tempo con una presenza costante, con una disponibilità autentica allo scambio e, soprattutto, con la capacità di portare valore anche agli altri, senza aspettarsi un ritorno immediato. I rapporti professionali davvero utili si fondano sulla credibilità. E la credibilità nasce dalla coerenza, dalla preparazione e dalla serietà con cui ti muovi nel tuo settore.

Oggi più che mai, il capitale relazionale – il famoso intangibile! – è un capitale strategico.

Se attivi relazioni strutturate e intelligenti con altri imprenditori della distribuzione

-ti posizioni in modo più solido agli occhi del mercato

-affronti meglio le fasi di instabilità e di intercettare opportunità che altrimenti sfuggirebbero.

Questa si chiama “competenza imprenditoriale avanzata”. E come tutte le competenze, va coltivata con metodo, criterio e visione di lungo periodo. Se ambisci a essere un protagonista del tuo mercato, e non solo un operatore tra i tanti, il networking professionale non è un’opzione: è parte integrante del tuo lavoro quotidiano.

Di quale network fai parte? Per quale motivo?

Racconta la tua esperienza su mit@ristopiulombardia.it, la condividerò coi colleghi!

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