L’AI “entra” nel nostro mondo: davvero

Sei al lavoro, anche adesso, a fine luglio, proprio come me.

Intanto, mentre tu gestisci il presente, qualcosa si sta muovendo sotto la superficie: qualcosa che riguarda direttamente il tuo ruolo di grossista e la posizione che occupi nella filiera Horeca.

Unilever Food Solution ha appena mostrato in concreto cosa può fare l’intelligenza artificiale nel mondo della ristorazione. Concreto significa che è già operativo. Si chiama Menu Intel e incrocia due tipi di dati che conosci molto bene:

-i menu pubblicati dai ristoranti online;

-i dati di vendita forniti proprio dai grossisti. Hai letto giusto.

Il sistema, basandosi su questa doppia analisi, è in grado di dire oggi cosa mangeranno i clienti dei ristoranti domani. E per chi distribuisce prodotti Horeca, questa è una svolta che va letta con lucidità.

Perché ti riguarda da vicino?

Per almeno tre motivi.

Il primo: cambiano i flussi di domanda. Se l’AI riesce a prevedere – con una base dati reale – che nei prossimi mesi cresceranno le richieste per piatti fusion asiatico-mediterranei, o per un certo tipo di street food vegetale, tu non puoi farti trovare impreparato. Chi sa leggere prima le nuove richieste può ottimizzare gli acquisti, ridurre le giacenze e rispondere meglio ai clienti più dinamici.

Il secondo: diventi fonte di valore, non solo fornitore. Menu Intel funziona perché integra anche i tuoi dati. I big data della distribuzione diventano oggi uno snodo informativo centrale nella filiera. Se riesci a strutturarti per raccoglierli, aggregarli e analizzarli in modo efficace, puoi trasformarti da semplice partner commerciale a consulente operativo. Fidati: i ristoratori vogliono questo tipo di alleato. Chi gli dice in anticipo che trend stanno arrivando, chi suggerisce cosa ordinare non in base al catalogo ma alla direzione del mercato.

Il terzo punto, forse il più delicato: i margini. Secondo quanto emerso dalla sperimentazione, l’intelligenza artificiale applicata al food service può contribuire a ridurre fino al 25% i costi operativi dei ristoranti. Non solo grazie all’ottimizzazione degli acquisti, ma anche per l’efficienza nel ciclo produttivo: meno sprechi, meno tempo di preparazione, meno consumo di energia. Tradotto per te: i tuoi clienti stanno imparando a lavorare con numeri più precisi, si stanno digitalizzando. E diventeranno sempre più sensibili a ciò che li aiuta a essere efficienti. Se tu non li accompagni su questa strada, qualcuno lo farà al posto tuo.

Il progetto è stato testato tra Trentino Alto Adige e Roma, con ottimi risultati, e durante quest’estate arriverà in Puglia. Il piano è chiaro: nel 2026 sarà esteso a livello nazionale. Vuol dire che nel giro di 6-9 mesi il tuo mercato cambierà ritmo.

La riflessione che conviene fare a tutti noi: siamo pronto a diventare parte attiva di un ecosistema guidato dai dati? Abbiamo già iniziato a raccogliere in modo strutturato le informazioni sui prodotti che vendiamo, sui tempi di consegna, sulle frequenze di ordine? Riusciamo a trasformare questi elementi in insight per i clienti?

L’intelligenza artificiale è già entrata nei menu, ora sta per entrare nei tuoi dati. La scelta, come sempre, spetta a te: subirla o usarla?

Sei pronto dal punto di vista dell’aggregazione dei dati? Scrivi a mit@ristopiulombardia.it la tua impressione in merito all’arrivo potente dell’AI, la condividerò con la community degli imprenditori.

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