Agosto ti osserva con uno sguardo obliquo, insistente e minaccioso.
Per alcuni è fuga, spiaggia, distanza.
Per te, invece, è un mese in cui l’azienda resta accesa, anche se a luci più basse.
Le consegne non si fermano, i clienti attivi raddoppiano le richieste, i collaboratori a ranghi ridotti moltiplicano gli imprevisti.
E tu sei lì, come sempre. D’altra parte è la tua creatura, e tu fisso alla tolda di comando, non puoi esimerti dal tuo ruolo.
Qui viene il punto (o casca l’asino, vedi tu): restare non significa escludersi dal diritto di rallentare, anche in considerazione del fatto che nessuno, nemmeno i grandissimi imprenditori alla Agnelli Berlusconi, tiravano dritto senza qualche ora di pausa.
La mente: orientala diversamente
Agosto non ti chiede performance da record. Ti chiede lucidità, visione, ascolto: se riesci a sottrarti all’ossessione del fare, puoi iniziare a vivere il mese in un’altra modalità. Più sottile, meno lineare. Scegli di alleggerire, non di spegnere.
Per esempio, proprio per essere pratici, rivedi la tua agenda senza chiuderla in modo netto. Ristrutturala come fosse un palinsesto estivo: invece di riunioni, prevedi aggiornamenti informali. Riduci le mail, lascia spazio ai silenzi. Invece di riempire ogni ora, lasciati la possibilità di decidere all’ultimo. Una mattina più lenta, un pomeriggio dedicato a un progetto che da mesi rimandi perché “troppo piccolo per il tempo che costa”. In agosto, il piccolo torna a essere utile, anche perché non è detto che tutti i tuoi interlocutori siano al lavoro: inutile forzare appuntamenti o decisioni da prendere.
Poi fai qualcosa di apparentemente banale: proteggi le tue giornate da dentro. Non fuggire dall’azienda, ma difendi angoli di tempo. Due ore al giorno in cui nessuno ti interrompe, anche se sei in sede. Uno spazio rituale: senza notifiche, senza emergenze, senza il bisogno di decidere. Lì, in quel tempo vuoto, si infilano pensieri migliori, si rimette in ordine la visione.
Se puoi, riduci le tue presenze fisiche: alterna giorni in sede con giorni da remoto, se la tua struttura lo consente. Usa agosto per osservare a distanza come si muove il sistema senza la tua presenza costante: ti darà anche indizi preziosi su cosa funziona e cosa zoppica davvero.
Gli altri corrono? Buon per loro
Alcuni clienti, soprattutto nel mondo Horeca stagionale che lavora per il 90% con il turismo, vivono il mese con un’intensità quasi febbrile. Ma non è il tuo ritmo: tu sei la regia, non l’ansia. Se hai costruito una buona relazione durante l’anno, puoi permetterti di gestire con tempi più umani anche le loro richieste.
Tu sei il protagonista del tuo tempo
Decidi che agosto ti deve servire. A riaprirti. Alla tua azienda, certo. Ma anche a te stesso: la tua lucidità, la tua capacità di guidare, dipende da come gestisci il tuo equilibrio. Agosto, se lo tratti come alleato, può darti spazio. Se gli permetti di farlo, ti ridarà respiro. E tu, anche da dentro l’azienda, saprai cosa vuol dire davvero riposare.
Se non lo farai, arriverai ad agosto a pile completamente esauste. E un imprenditore non attento genera problemi di portata gigantesca…
Come hai impostato il tuo tempo di agosto?
Come riesci ad armonizzare lavoro e ferie?
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