In alcuni specifici momenti del mercato i numeri smettono di essere statistiche e diventano scelte obbligate. Il fuori casa è in uno di quei passaggi. I valori crescono, certamente, la spesa complessiva tiene, ma sotto la superficie il sistema è in tensione e chi fa impresa come te e me lo avverte ogni giorno, senza bisogno di leggerlo nei report.
Te ne accorgi quando programmi, quando rinegozi i contratti, quando cerchi di capire quanto spazio reale hai per investire senza compromettere l’equilibrio.
Occorre un cambio di prospettiva. Dobbiamo re-inventare il nostro modo di guardare alla nostra impresa e all’intero mercato. Ora ti spiego perché.
Il fuori casa continua a rappresentare uno dei pilastri dell’economia italiana. I dati più recenti parlano di una spesa che sfiora i 71 miliardi di euro, con una crescita significativa in termini di valore: bene, significa che c’è una domanda che reagisce e si adatta. Allo stesso tempo, però, il dato sulle visite restituisce un equilibrio ancora fragile: i flussi restano sotto i livelli pre-pandemia e questa distanza incide direttamente sui nostri modelli di business.
A rendere il quadro più complesso c’è un clima di incertezza diffuso. Una parte rilevante dei consumatori teme una contrazione del potere d’acquisto, mentre lo scenario internazionale continua a pesare sulle aspettative: le tensioni geopolitiche e il tema dei dazi alimentano la percezione di nuovi rincari, con un impatto diretto sui comportamenti di consumo nei locali. Tutto questo entra nelle decisioni quotidiane di chi opera nella filiera, dalla produzione alla distribuzione, fino alla somministrazione.
È qui che occorre rivoluzionare il nostro pensiero: il settore dimostra resilienza, ma affronta una fase in cui l’azione isolata delle singole imprese rischia di amplificare le difficoltà. Quando ciascun anello prova a rispondere da solo, si perde forza, visione e capacità di incidere. Produzione, distribuzione e somministrazione vivono le stesse pressioni, anche se da prospettive diverse.
Da questa lettura nasce il mio impegno, credo che oggi serva una sinergia strutturale di filiera, capace di trasformare i dati in scelte condivise e le criticità in lavoro comune. Per questo, come Associazione AGroDiPAB Ho.Re.Ca. (di cui sono Presidente), abbiamo deciso di fare un altro passo concreto: presentare ufficialmente una proposta di Tavolo di Filiera Ho.Re.Ca., pensato come spazio stabile di confronto, analisi e proposta.
Il Tavolo nasce con un obiettivo chiaro: dare voce al settore in una fase di forte trasformazione e costruire un dialogo credibile con le istituzioni. Vuole essere uno strumento operativo per tutelare il valore della filiera e del Made in Italy, affrontando inflazione, sostenibilità economica, pressione sui margini e scenario internazionale con un approccio coordinato.
Per questo ti invito sin da ora a segnare in agenda un passaggio strategico. Il 18 febbraio, alle ore 13:00, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati a Roma, presenteremo ufficialmente il Tavolo di Filiera Ho.Re.Ca. in una Conferenza Stampa istituzionale. È un momento pensato per rafforzare il dialogo con chi prende decisioni e per affermare il ruolo centrale del nostro comparto.
Unire le forze oggi significa creare le condizioni per affrontare il futuro con maggiore solidità. Significa passare dalla reazione alla progettualità, dall’isolamento alla filiera. Io ho scelto di impegnarmi in questa direzione perché credo che il fuori casa abbia bisogno di visione, rappresentanza e responsabilità condivisa. Se anche tu senti che questo è il momento di fare un passo avanti come settore, questo è il punto da cui iniziare. Per informazioni o per manifestare il tuo interesse, il team AGroDiPAB è a tua completa disposizione: per la presenza in occasione dell’evento è gradita la conferma a segreteria@agrodipab.com – +39 328 603 6961
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