Il caldo inchioda l’efficienza produttiva. E tanto

Parlano di ondate di calore e la tua mente va ai clienti seduti ai tavolini di un bar o alle terrazze degli hotel affollate durante l’estate. Il caldo però inizia a produrre effetti molto prima che il consumatore ordini una bevanda fresca.

Comincia nei magazzini.

Prosegue nei piazzali di carico.

Sale a bordo dei mezzi di consegna.

Entra negli uffici commerciali.

Arriva fino ai locali dei tuoi clienti.

Il caldo estremo – sempre più frequente e duraturo negli ultimi anni – è un fattore che può influenzare direttamente l’efficienza della tua organizzazione.

I dati più recenti elaborati da INAIL e CNR nell’ambito del progetto Worklimate mostrano una realtà che dobbiamo studiare con attenzione: le temperature elevate possono determinare una riduzione media della produttività del 6,5%, aumentare il rischio di errore e contribuire all’incremento degli infortuni sul lavoro. I ricercatori hanno inoltre stimato oltre 4.000 infortuni annui associabili alle temperature estreme.

Molti distributori pensano che il problema riguardi soprattutto chi svolge attività fisicamente impegnative all’aperto: assolutamente no, il caldo è DEMOCRATICO, colpisce ogni anello della catena.

In una tipica giornata di calura

-Gli addetti al magazzino lavorano in ambienti che possono raggiungere temperature molto elevate.

-Gli autisti trascorrono molte ore tra consegne, traffico e operazioni di scarico.

-I venditori si spostano da un cliente all’altro in territori spesso molto estesi.

-Gli operatori interni gestiscono ordini, telefonate e urgenze mentre gli impianti di climatizzazione lavorano al massimo delle loro possibilità.

Nessuna di queste attività si interrompe, per carità, tutte, però, possono diventare meno efficienti.

L’effetto più pericoloso è che raramente si manifesta in modo evidente: non trovi una voce nel bilancio chiamata “costo del caldo”. La ritrovi invece in decine di piccoli episodi quotidiani che alla lunga, reiterati per settimane, producono un calo di efficienza.

Il caldo influisce sulle capacità cognitive oltre che sulla resistenza fisica. Quando l’organismo deve impiegare energie per mantenere stabile la temperatura corporea, diminuiscono attenzione, rapidità decisionale e precisione operativa.

Le aziende più evolute stanno iniziando ad affrontare il tema con un approccio diverso, presidiando i seguenti punti:

-organizzazione dei flussi di lavoro.

-idratazione.

-logistica.

Nei prossimi anni sarà sempre più importante monitorare con puntualità l’impatto delle condizioni climatiche sulle performance operative.

Non perché il clima sostituisca gli altri indicatori: perché li influenza tutti!

Negli ultimi anni hai probabilmente imparato a gestire l’aumento dei costi energetici, l’instabilità delle forniture e le trasformazioni del mercato, oggi si aggiunge una nuova variabile, che non se ne andrà nei prossimi decenni. Chi continuerà a considerarla soltanto un fenomeno stagionale rischia di subirne gli effetti. Chi inizierà a gestirla come una variabile aziendale potrà trasformarla in un vantaggio organizzativo.

Quali azioni hai già implementato per supportare il personale nei picchi di calore? Condividila con me scrivendo a mit@ristopiulombardia.it, aiuterai anche tutti gli altri imprenditori.

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