Perché ho iniziato a scrivere libri

Se devo essere sincero, non ho mai immaginato di diventare uno scrittore. La mia vita professionale si è sempre svolta altrove (ed è ancora così): nei ristoranti, nei bar, negli hotel, a contatto con imprenditori che ogni giorno affrontano sfide concrete e prendono decisioni che incidono direttamente sui risultati delle loro attività.

Per molti anni ho osservato da vicino realtà molto diverse tra loro. Ho visto locali con enormi potenzialità rimanere fermi per anni e altri crescere rapidamente pur partendo da condizioni meno favorevoli. Ho incontrato imprenditori brillanti che riuscivano a trasformare ogni opportunità in valore e altri che, pur lavorando duramente, faticavano a ottenere i risultati che meritavano.

Questa esperienza mi ha portato a una riflessione che, con il tempo, è diventata sempre più forte: esistono conoscenze che rischiano di andare disperse se non vengono raccolte, organizzate e condivise.

Durante le consulenze mi capitava di affrontare gli stessi temi, ancora e ancora: analizzavamo insieme il locale, individuavamo aree di miglioramento, costruivamo strategie commerciali, ridefinivamo l’offerta o il servizio. L’incontro terminava con entusiasmo e con una lunga lista di idee da applicare.

Quando tornavo dopo qualche mese, però, mi accorgevo che una parte di quelle indicazioni era stata dimenticata o assorbita solo parzialmente.

Mancanza di interesse? Di competenza? No. Era semplicemente la conseguenza della vita quotidiana di un imprenditore HoReCa. Quando sei impegnato a gestire clienti, personale, fornitori, acquisti, costi e imprevisti, il tempo per fermarsi a riflettere diventa una risorsa rara.

È stato proprio in quel momento che ho compreso l’utilità di mettere nero su bianco ciò che avevo imparato sul campo.

Non volevo scrivere libri teorici, non mi interessava produrre contenuti destinati a rimanere sugli scaffali. Sentivo l’esigenza di creare strumenti pratici che potessero accompagnare l’imprenditore nel lavoro quotidiano, offrendo procedure, esempi e modelli facilmente applicabili.

Nel nostro settore si parla spesso di prodotti, di ricette, di materie prime, di vini o di tendenze gastronomiche; molto meno spazio viene dedicato ai meccanismi che determinano il successo di un’attività. Eppure sono proprio questi a fare la differenza.

Le mode cambiano rapidamente. I metodi restano

Ho scelto di dedicare i miei manuali a temi che incidono direttamente sulla gestione e sulla redditività di un’attività. Ho così approfondito, nei vari volumi, argomenti come la costruzione dell’offerta, l’aumento dello scontrino medio, la valorizzazione del vino, la psicologia della scelta, l’organizzazione del servizio, la formazione del personale, i trend di colazione, pausa pranzo, aperitivo, la comunicazione con il cliente e tutti quei processi che influenzano i risultati economici di un locale.

Scrivere, per me, è un modo per trasferire esperienza

Ogni volta è il tentativo di condensare anni di osservazioni, errori, successi, confronti e casi reali in uno strumento utile per chi gestisce un’impresa dell’ospitalità.

In fondo credo che la vera ricchezza professionale non consista nelle informazioni che possiedi, ma nella capacità di renderle accessibili e utilizzabili da altri.

Mi è molto caro il concetto di restituzione: l’esperienza acquisita ha valore soltanto quando genera nuove opportunità per qualcuno. È questa la ragione che mi spinge a continuare a scrivere: contribuire alla crescita di un settore che conosco, amo e nel quale continuo a credere profondamente.

Trovi tutti i miei libri sulle principali piattaforme di e-commerce.

Vuoi confrontarti con me sui temi che più ti stanno a cuore? Scrivimi a mit@ristopiulombardia.it, li condividerò con la community.

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