Caos nelle pasticcerie: la crema catalana si rifiuta di stare vicino al pan di Spagna

 

Incredibile! La crema catalana si rifiuta di stare vicino al pan di Spagna…

Sorridiamo perché il sorriso ci tiene in vita! Ma sempre con rispetto!

In realtà i problemi che in questi giorni hanno portato la Spagna in apertura di telegiornale sono importanti, immensi, vanno a scavare nelle radici e nelle identità di popoli che hanno vissuto legati, ma che si sentono reciprocamente distanti.

E che non vogliono essere assimilati.

Noi possiamo essere solo spettatori di queste vicende politiche, ma possiamo invece essere protagonisti di tutto il “collaterale”.

Ad esempio, la battuta che dà origine all’articolo ci dà lo spunto per entrare un attimo nel mondo dei dolci e dessert, e notare quanto questo viva di contrapposizioni.

 

Le persone amano dividersi: dolce/dolcissimo, morbido/secco, con crosta e senza crosta, freddo e caldo… e stiamo parlando solo del mondo dei dolci.

Da una parte ci sono i dolci della tradizione, che vogliono però essere destagionalizzati ed essere venduti tutto l’anno.

Dall’altra parte ci sono i dolci che si vendono tutto l’anno, che richiedono picchi di vendita proprio in occasione delle feste, per non essere “messi da parte”.

Da una parte ci sono i dolci della tradizione italiana, che non sopportano le intrusioni di prodotti provenienti da altre culture, fosse solo lo strudel di origine altoatesina.

Dall’altra parte ci sono tutti i dolci internazionali (americani, nordeuropei, inglesi…), che non vedono l’ora di piazzarsi nelle vetrinette di bar e pasticcerie e di dire la loro.

Da una parte ci sono le porzioni mignon, dall’altra le fette giganti di torte, che parlano a due target completamente diversi… ma provate a mischiarli, verrà fuori una guerra.

 

A tutta questa miscela esplosiva aggiungete un po’ di ignoranza latente (lo sapevate che il pan di Spagna, in realtà, è stato inventato da un italiano, infatti in origine si chiamava “pan genovese”? E lo sapevate che la famosa crema catalana incrocia le origini con la francese crème brulée?) e verrà fuori un bel pasticcio. Che però, da noi imprenditori, deve essere assolutamente gestito.

 

Volete essere certi di lavorare da veri professionisti e di non lasciarvi scappare nemmeno un’occasione di business?

  • Non stancatevi di studiare e leggere, ogni cosa (dai fatti di cronaca agli ingredienti delle ricette che proponete)
  • Tenete aperta la mente alle sollecitazioni del mercato: la contrapposizione in sé non è mai un male. Importante è dare a tutte le fazioni contrapposte la possibilità di essere soddisfatte (ossia, tradotto: presentate il babà al rum, ma anche la torta foresta nera)
  • Se decidete di “tenere la parte” a qualcuno/qualcosa e per esempio vendere e proporre solo un tipo di referenza (i.e. solo i dolci del vostro territorio), fate in modo che la vostra offerta sia assolutamente di eccellenza (state già scontentando una buona fetta di clientela)

 

Non ne avete ancora abbastanza?

Allora sperimentate in prima persona: quando potete recatevi dove tutto nasce, in pasticceria e nei laboratori artigianali. Toccate con mano come le torte che voi vendete diventano “quel tipo di prodotto”. Estrapolatene la storia e le caratteristiche e poi raccontatele ai vostri clienti. Hanno “fame” di narrazioni intelligenti.

 

Anche nel tuo locale la crema catalana e il pan di Spagna hanno iniziato a guardarsi in cagnesco?

Quante contrapposizioni vivi ogni giorno, legate al tuo business?

Raccontacele di seguito, aiutami a tenere viva la community dell’Horeca!

Un saluto da Jo

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