I pericoli dell’eccellenza

Li vedi, sono tutti attorno a te, ma non è semplice distinguerli e arginarli.

I pericoli dell’eccellenza, caro lettore, sono incredibili.

Una vera sfida quotidiana, che si presenta davanti a te, al tuo dipendente, al tuo cliente.

Ti faccio un esempio molto semplice.

È una questione di livelli.

Per arrivare all’eccellenza si passa dai livelli mediocre, buono, ottimo. Per giungere, appunto, all’eccelso, all’empireo.

Questo percorso – effettuato sia dai bar, che dai ristoranti, che dagli alberghi – può durare anche anni e coinvolgere la filiera di tutti i fornitori, che progressivamente vengono “migliorati” per rispondere in modo corretto agli spostamenti dell’asticella, che si abbassa sempre di più.

Ciò che è accettabile al livello “mediocre” non piace più al livello “buono”.

Ciò che si tollera al livello “buono” diventa inopportuno al livello “ottimo” e così via.

Puoi anche considerarlo miglioramento continuo e relativo a tutti gli aspetti del servizio (prodotto, location, ambiente, arredamento, personale, abbigliamento, ecc.).

Scalino dopo scalino, finalmente alcuni fortunati – se per fortuna intendi la tenacia di puntare sempre al massimo, la voglia di crescere, senza fermarsi mai – arrivano al livello Top, che si traduce in stella Michelin, in locale considerato “di tendenza” e citato dalle riviste di settore; in quarta o quinta stella alberghiera.

Cresci cresci cresci, si arriva veramente a vette supreme dell’accoglienza, in termini di cibi, posate d’argento, impostazione del cameriere, offerta di prodotti, carta dei vini chilometrica e così via.

È un mondo mirabolante di grandissime soddisfazioni, in cui la variabile “prezzo” scompare dall’orizzonte per non tornare più.

Mi è capitato di visitare resort e hotel, o bar in centri cittadini in cui davvero la considerazione che esce dal cuore è: “Tutto è perfetto, non manca niente, da nessun punto di vista”.

L’eccellenza diventa una buonissima abitudine a cui gli imprenditori si affezionano “tempo zero”.

Ci sono però due rischi, che voglio condividere con te, in modo che tu li sappia riconoscere e, nel caso, eventualmente affrontare in modo adeguato.

Primo rischio-pericolo dell’eccellenza:

una volta raggiunta, non si sa più cosa fare.

Invece no! Tu devi sapere subito cosa fare: crescere ancora! Non esiste limite alla perfezione, così come non esiste limite al successo. Se il tuo locale è stato citato dal Corriere della Sera, non devi solo appendere l’articolo in bacheca e mostrarlo ai clienti. Devi, dal giorno dopo, chiederti: “Bene, cosa posso migliorare, adesso? Su quale altro aspetto devo lavorare?”. Questo esercizio, anche se mentalmente faticoso, è indispensabile, in quanto i competitor non stanno a guardare. Anzi, sono lì pronti a raggiungerti e a superarti, approfittando proprio del tuo momento di gloria-appagamento.

Secondo rischio-pericolo dell’eccellenza:

la montagna è troppo alta, ti rifiuti di scalarla.

Cosa voglio dire? Che troppo spesso molti imprenditori mollano la presa e – preso atto della situazione del loro locale – decidono che occorrerebbero troppe risorse mentali per migliorare l’esistente. Pertanto si accontentano di tirare a campare. In questo caso l’eccellenza è l’ostacolo talmente insuperabile da far desistere. Male, malissimo! Gli atteggiamenti rinunciatari, nella vita, non pagano mai, men che meno nel business, ossia in un mercato aperto in cui non esistono vuoti: lo spazio non riempito da te sarà certamente riempito da altri… leggermente più intraprendenti o coraggiosi.

Riassumendo: non avere paura dell’eccellenza, né di raggiungerla né di considerarla un tuo nuovo obiettivo. Chi desidera sempre crescere ha molte più possibilità di raggiungere il successo duraturo rispetto a chi attende che il mercato evolva da solo.

Se hai dei dubbi o non sai come sei “posizionato” rispetto ai tuoi competitor, chiedi aiuto a uno degli specialist di Ristopiù Lombardia: a volte l’occhio osservatore esterno è capace di radiografare meglio le situazioni… e suggerire gli opportuni cambiamenti.

Ti è mai capito di raggiungere il successo pieno? Come lo hai gestito?

Scrivi di seguito la tua esperienza, aiutami a costruire la community dell’Horeca!

Ciao!

 

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