Milano-Cortina, perché sì mille volte

+8.500 unità di lavoro a tempo pieno solo nel 2026 (20 mila in totale); un indotto pari a 2 miliardi di euro; un giro d’affari complessivo pari a 4 miliardi; un’attenzione ai costi e all’impatto ambientale, al riutilizzo degli impianti.

Fosse anche solo per questi numeri, cari amici imprenditori, le prossime Olimpiadi invernali 2026 Milano Cortina rappresenterebbero una grande, grandissima opportunità, assolutamente da non sprecare.

Questo enorme progetto che rivitalizzerà ulteriormente Milano e la Lombardia, dopo Expo 2015, è un’opportunità anche per noi e per il nostro settore.

Stiamo parlando, infatti, di migliaia di persone in arrivo, che dovranno essere accolte, sfamate, accompagnate. Che ne approfitteranno per visitare il Paese, dunque acquistare, soggiornare, degustare i prodotti della tradizione italiana. Persone che non si limiteranno a girare per Milano, ma si sposteranno in Veneto e Trentino Alto-Adige. Una grande prova di organizzazione diffusa ci attende, e noi siamo pronti.

Siamo certi che le Olimpiadi saranno un successo se, a partire da oggi, verranno gestite e organizzate alla maniera “privata”, ossia con la serietà e severità che metteresti tu, o che metterei io.

Siamo ugualmente certi che il Paese, nonostante non sempre dia prova di intelligenza e di rispetto dei beni della comunità (i.e. il denaro da spendere), questa volta potrà fare meglio che in passato.

Io ci credo convintamente!

Quale il nostro ruolo, in questo mega-progettone?

Dunque, abbiamo sette anni per:

informarci, sapere, studiare, gli spostamenti, i luoghi delle gare, gli andamenti dei flussi degli ospiti, a livello geografico e temporale

-capire come poterci inserire, se direttamente o indirettamente. Ovvero, se la nostra realtà è collocata proprio in una delle località delle gare, o a Milano, potremo studiare progetti di promo-marketing ad hoc. Se, invece, non verremo toccati direttamente, potremo comunque fare leva sull’evento e “agganciare” la clientela rendendola protagonista (anche se vive e lavora a Varese)

imparare l’inglese, specie se siamo a Milano: con un afflusso sempre più importante di visitatori stranieri, non presidiare questa lingua significa dire addio a una buona fetta di fatturato potenziale

-diventare sempre più sostenibili: da qui al 2026 cambierà tutto. Addio plastica monouso, ma non solo, addio a ogni artificio o spreco di ogni genere. Addio primizie, prodotti che provengono dall’altra parte del mondo. Dobbiamo entrare in questa ottica subito, per non rendere il cambiamento un shock

-amare il made in Italy: noi siamo i primi evangelist dei nostri prodotti. Difficile che il turista apprezzi il prosciutto crudo se non gli spieghiamo da dove viene, qual è la sua particolarità tutta italiana e come può gustarlo al meglio

Tante sfide, a parer mio tutte interessanti e stimolanti.

Il Paese aveva proprio bisogno di un’ondata di ottimismo.

PS cosa diciamo ai detrattori delle Olimpiadi? A coloro che hanno paura che le montagne vengano deturpate da colate di cemento? Che vi siano ruberie di ogni genere? Che alla fine i costi ricadranno sugli italiani?

Diciamo che si può sempre migliorare.

E si può smettere di guardare indietro.

Guardiamo avanti e cerchiamo tutti di lavorare, per quel che ci compete, con il massimo del rigore.

PS se non hai ancora visionato il video emozionale di presentazione delle Olimpiadi di Milano Cortina, ti invito a farlo. Lo trovi qui.

Tre minuti di pura emozione, ti scapperà anche una lacrima.

 

Cosa pensi di mega-eventi sul territorio italiano? Sei ottimista come me o più prudente?

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