Dov’è il valore della tua storia?

 

 

Carissimo imprenditore, oggi voglio parlarti di radici.

Ciascuno di noi ne ha tantissime, che sono rappresentate da:

le esperienze personali

il retaggio culturale

l’educazione

ciò che è stato tramandato dalla famiglia di origine

Questi elementi, messi assieme, costituiscono l’ossatura sulla quale ogni persona ha poi costruito il suo successo personale.

Senza radici, in natura, gli alberi e le piante restano deboli e soggetti alle intemperie: stessa cosa accade a noi, è una regola semplice che non viene mai smentita.

Le mie radici, per esempio, comprendono il lavoro di mio padre, che già distribuiva i gelati Motta (come vedi un lavoro affine al mio!), la formazione che ho scelto di seguire a livello scolastico e poi professionale; le scelte della vita privata, i viaggi, i rapporti con gli amici, la passione per lo sport e così via.

Rimanendo nell’ambito professionale, mi capita molto spesso di richiamare alla mente, e raccontare ai colleghi, proprio l’esperienza di mio padre.

Ugualmente, mi piace ricordare come è nata Ristopiù, come è crescita e si è sviluppata negli anni, quali direttrici ha preso, come sta interpretando il mercato.

Perché lo faccio?

Perché questa è storia vera.

Perché la storia non va dimenticata ma tramandata.

Perché diventa un valore per chi la ascolta.

Molte volte mi capita di incontrare imprenditori che hanno bar o ristoranti dalla storia secolare… ma lo scopro solo per caso.

E mi chiedo: perché non spingono su questo tesoro prezioso che hanno tra le mani?

I clienti vanno pazzi per l’esperienza, l’amore per il passato. Certo, sono affascinati dal locale contemporaneo, ma rispettano e apprezzano le famiglie che hanno saputo passare il timone del successo da una generazione all’altra.

È un po’ come avere una perla e tenerla in cassaforte. Nessuno sa che c’è, e anche il suo proprietario alla fine se ne dimentica.

Io suggerisco: hai un locale con una storia (fossero anche 5 o 10 anni…)?

Mettila in mostra, raccontala, valorizzala.

Coinvolgi i tuoi clienti in questa lunga esperienza, organizza appuntamenti, feste d’anniversario. Richiama ogni tanto i piatti della tradizione che preparava tua nonna e che adesso hai giustamente accantonato: crea mix di passato e presente. Funziona, credi a me!

Soprattutto, funziona l’idea dell’amore per il proprio lavoro, che resta e rimane nonostante le difficoltà, i momenti di crisi, le nuove aperture dei competitor.

Le nostre radici meritano tutto questo. Chi ci ha preceduto merita questo atto d’amore.

Attenzione: non è solo un amarcord, ma un progetto che ha anche “radici” di business, in quanto, come visto, valorizzare la storia di un locale significa aggiungere frecce all’arco delle vendite e del marketing.

Vuoi iniziare a lavorare sul binomio passato-presente?

Tira fuori le foto del tuo locale, quelle storiche: prepara dei pannelli in forex da apprendere in un angolo del locale; aggiungi didascalie e descrizioni che facciano capire l’anno, i soggetti ritratti, il tipo di servizio che veniva offerto.

E poi racconta… ai tuoi clienti più fidelizzati, la tua storia.

Creerai un nuovo clima nel locale e un legame più stretto con le persone che entrano.

 

Hai già provato la tecnica dell’amarcord? Come l’hai studiata? Racconta di seguito la tua esperienza, aiutami a costruire la community dell’Horeca!

 

 

 

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