Sostenibilità, ne sai qualcosa?

Scommetto che quando senti il termine “sostenibilità” ti viene l’orticaria, perché capisci che:

-tutti se ne occupano

-molte aziende hanno smesso di parlarne e sono diventate operative

-i clienti ci tengono e vogliono che anche tu sostenibile

-sai che dovrai affrontare la tematica seriamente e non potrai più rimandare

Sì, effettivamente è così, la sostenibilità è da affrontare e rendere parte integrante della mission di ogni azienda. Tutti dobbiamo diventare protagonisti in modo che la responsabilità nei confronti del futuro del pianeta sia davvero condivisa. Pensiamo alla carta, allo spreco, alla plastica, alle risorse finite che stiamo consumando… al cambiamento climatico che si sta facendo strada con gli annessi che ci danno così fastidio (il caldo, la siccità, le alluvioni…).

Insomma, non stiamo parlando di un tema “tra i tanti” ma di uno che è diventato vincolante.

Per capire come procedere, oltre a chiedere supporto ai consulenti specifici, possiamo anche guardare ai top player di tutti i mercati, per capire non solo le loro strategie, ma anche quale reputation hanno guadagnato agli occhi della clientela finale proprio per l’impegno nei confronti dell’ambiente. Eh sì, caro collega, una cosa è certa: più le aziende sono percepite come virtuose in ambito sostenibilità, più piacciono e sono ricercate dal consumatore, che ovviamente le premia.

Quindi: circolo virtuoso che genera fatturato, operazione win-win.

Dicevamo, allora: quali sono i brand “più sostenibili” secondo il consumatore italiano, classificati da Brand Finance?

Massimo punteggio lo ottiene Tesla, seguito da Ferrero, Toyota, Mulino Bianco, Nutella, e poi ancora Barilla, Ikea, l’Occitane, Illy, Kinder…

Quanto sposta questa reputation, in termini di vendite? Non tantissimo, un +5%, che però è già qualcosa, per un trend in ascesa.

C’è però una precisazione da fare: il cliente è disposto a sostenere le aziende virtuosamente green a patto che i prodotti siano percepiti di qualità e abbiano un prezzo adeguato. Non è disposto a spendere tre volte tanto solo per sostenere la causa ambientale.

Il caso di Tesla è emblematico: il vertice della piramide è guadagnato perché la filosofia aziendale – improntata tutta su carburante green – è permeata di sostenibilità, non è un di cui.

Tutte queste considerazioni possono essere spostate anche al nostro caso, di distributori grossisti.

Nello specifico:

parli solo di sostenibilità o hai già posto in essere azioni concrete?

La tua flotta automezzi inquina?

Quali lampadine usi nei tuoi uffici?

Hai pensato a sostituire la plastica ovunque

Usi carta e cartone riciclati?

Hai attivato processi di certificazione?

Quanto il tuo personale è sensibilizzato sul tema?

Il percorso è lungo, certamente, verso la piena sostenibilità. Ma tutti dobbiamo partire, per non restare indietro e un domani – molto prossimo – non vedere fioccare le prime sanzioni.

Tu a che punto sei della transizione?

Scrivi a mit@ristopiulombardia.it, condividi la tua esperienza come, insieme costruiremo grandi cose!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *