Quando parlo di team building ad alcuni colleghi particolarmente “antichi” mi accorgo che sono molto scettici, in quanto lo scambiano per la classica giornata fuori sede o per un gioco sotto il sole, ovvero: una perdita di tempo. In verità, se ben congegnato, il team building è un modo utilissimo per costruire la capacità della tua squadra — le persone nel magazzino, alla guida dei mezzi, in ufficio commerciale — di funzionare come un sistema coeso, in cui ogni ruolo comprende il proprio impatto sul risultato dell’azienda.
-Come dimostrato anche dagli psicologi: le attività di team building migliorano le competenze, la collaborazione e la fiducia fra i membri del team.
-Le attività risultano efficaci soprattutto quando affrontano in modo chiaro gli obiettivi del gruppo (“task cohesion”) rispetto ai semplici momenti sociali.
Se non hai mai avviato un percorso di team building nella tua azienda di distribuzione Horeca, ecco come potresti iniziare concretamente…
Definisci un obiettivo chiaro. Non parlare di “fare squadra” genericamente, ma per esempio di “ridurre di X% gli errori di carico/delivery”, oppure “aumentare del 10% le segnalazioni interne di miglioramento” nel prossimo trimestre.
Organizza un momento strutturato, cioè una sessione in cui si mettono sul tavolo ruoli, responsabilità, interdipendenze tra magazzino, logistica, vendite e assistenza clienti. Fai emergere dove ci sono sovrapposizioni, aree che non comunicano tra loro, incomprensioni.
Introduci almeno un’attività esperienziale breve, ma mirata: ad esempio un workshop interno in cui i collaboratori ruotano nei diversi reparti per un’ora, o una visita guidata in un locale cliente con obiettivo “impara cosa accade quando il prodotto arriva al bancone”. Queste esperienze aiutano a far comprendere che ogni ruolo “impatta” davvero sul servizio finale.
Assicurati che ci sia follow-up: dopo l’attività, torna a riunire il team, valuta insieme cosa ha funzionato, cosa no, e stabilisci piccoli impegni operativi. Il valore del team building risiede nella ripetizione e nel legame con l’operatività, non nell’evento organizzato due volte l’anno.
Misura il risultato: chiedi ai collaboratori un feedback, monitora una metrica (tempi di consegna, errori, reclami) e verifica se la coesione del team ha inciso sul lavoro. Le ricerche indicano che gli effetti migliori si ottengono quando l’intervento dura più di due settimane e viene integrato nella routine.
Un team che:
-comprende davvero la propria connessione,
-comunica bene,
-sa risolvere insieme,
-si vede come un insieme e non tante unità isolate,
diventa un fattore competitivo. E genera un servizio migliore, meno intoppi, relazione con il cliente più solida.
Vuoi un esempio pratico da mettere in campo anche domani?
Fai provare ai commerciali il magazzino e agli autisti l’ufficio ordini: serve a capire il peso del lavoro altrui e riduce i conflitti tra reparti.
Quali attività di team building hai già implementato nella tua azienda?
Quanto le ritieni efficaci? Scrivilo a mit@ristopiulombardia.it, condividerò la tua esperienza con la community.







