La tua azienda non esisterebbe se non ci fosse la tua flotta: camion, furgoni, mezzi refrigerati.
Il carburante, purtroppo per te e per me, rappresenta una delle voci più variabili – e potenzialmente più impattanti – nei costi operativi. Oggi, con la benzina che supera in Italia 1,70 €/litro e il gasolio a valori analoghi, l’effetto sul bilancio non è più marginale.
In particolare, i dati aggiornati mostrano che al 2 novembre 2025 la benzina self‑service in Italia ha una media nazionale di circa 1,702 €/litro, mentre il diesel si attesta a circa 1,643 €/litro: ogni chilometro percorso, ogni carico consegnato, ogni uscita dal magazzino porta con sé un costo variabile che può crescere rapidamente, se non lo hai mappato e gestito in anticipo.
Si può reagire, concretamente, per contenere l’impatto di questi aumenti e salvaguardare margini e competitività?
Si può e, direi, si deve! Ecco come.
Calcola il costo carburante al chilometro e al carico
Non basta sapere che il carburante costa “di più”. Devi sapere quanto incide sulla tua logistica. Secondo i valori indicativi pubblicati dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (MIT) nel 2025, per veicoli fino a 3,5 tonnellate la voce carburante può incidere fino a circa 0,27 €/km, mentre per veicoli tra 12 e 26 tonnellate si possono raggiungere valori tra 0,30‑0,50 €/km. Prendi questi valori come riferimento, applicali al tuo parco mezzi (chilometraggio annuo, carichi medi, frequenza delle uscite) e calcola quanto l’aumento del carburante aggiunge ai tuoi costi: se fai 40.000 km/anno con un mezzo che consuma 30 litri/100 km, un aumento di 0,10 €/litro si traduce in +1.200 €/anno solo di carburante.
Ridisegna le rotte e ottimizza le consegne
Per esempio puoi raggruppare consegne nella stessa zona, ridurre le uscite con mezzi semivuoti, programmare le finestre di consegna in logica geograficamente ottimizzata. Se puoi, sfrutta i furgoni più piccoli nelle aree urbane o per consegne ravvicinate, e riserva i veicoli più grandi per tratte più lunghe.
Negozia il carburante come costo variabile nelle condizioni commerciali
Se il carburante è una voce esterna che incide sul tuo servizio, vale la pena discuterne apertamente con i clienti Horeca. Potresti introdurre una voce “fuel‑surcharge” indicizzata al prezzo medio del gasolio o proporre listini che tengano conto della variabilità dei costi logistici. Spiega sempre che dietro la consegna c’è un servizio che dipende dal carburante, dal mezzo e dal fattore tempo.
Investi in mezzi e tecnologie più efficienti
Se la tua azienda ha la struttura per farlo, considera l’aggiornamento della flotta (ne abbiamo già parlato qualche mese fa): mezzi a basso consumo, ibridi o elettrici dove possibile, telematica di bordo per monitorare consumi reali, pneumatici a bassa resistenza al rotolamento, check‑up periodici per evitare sprechi. Anche se l’investimento è significativo, il risparmio sul lungo termine – e il posizionamento come distributore efficiente e attento ai costi – può diventare un vantaggio competitivo.
Comunica il tuo sforzo come parte del valore offerto
Quando migliori l’efficienza logistica e gestisci il costo carburante stai anche passando un forte messaggio al cliente Horeca. Presenta la tua azienda come “distributore che controlla i costi operativi e lo riflette nei prezzi finali”, che “ottimizza la logistica per mantenere stabilità anche in fase di aumento carburante”, che “ha strumenti per garantire la consegna e ridurre il rischio costi”. Costruisci questa narrativa: aiuterà il cliente a capire perché la tua proposta può costare leggermente più del competitor che non fa ottimizzazione.
Il tema tocca tutti, nessuno escluso: tu come lo stai affrontando nella tua azienda? Raccontami la tua esperienza a mit@ristopiulombardia.it, la condividerò con la community.







