Quando inizi a lavorare nella distribuzione horeca pensi che tutto dipenda dalla velocità. Più clienti incontri, più prodotti riesci a vendere, più chilometri fai durante la giornata e più hai la sensazione di stare costruendo il tuo futuro. È normale, anch’io ho iniziato così. Il settore ti travolge subito con il suo ritmo continuo: ordini, consegne, trattative, problemi, urgenze. Il rischio più grande, soprattutto all’inizio, è confondere il movimento con la crescita.
Negli anni ho capito una cosa fondamentale: fare il distributore e fare l’imprenditore della distribuzione sono due mestieri completamente diversi.
Molti restano distributori per tutta la vita. Pochi diventano davvero imprenditori. Quasi sempre chi fallisce commette tre errori enormi.
Il primo è pensare che il tuo lavoro sia vendere prodotti.
Sembra assurdo detto da uno che lavora nella distribuzione, ma è proprio qui che tanti sbagliano. Se credi che il tuo valore dipenda soltanto dal listino, dal prezzo o dalla rapidità della consegna, diventi facilmente sostituibile. Oggi il ristoratore cerca qualcuno che lo aiuti a capire il mercato.
Il mondo horeca è cambiato profondamente: se continui a lavorare come si lavorava vent’anni fa, rischi di diventare invisibile. Per questo dico sempre che il distributore moderno deve creare cultura.
Tu devi aiutare il cliente a leggere i cambiamenti: sapere interpretare i trend, capire cosa succede nel mondo della ristorazione, osservare i consumatori, suggerire idee, costruire relazioni e così facendo diventi una risorsa strategica.
Il secondo errore è lavorare senza formazione.
Questo è devastante.
Molti giovani imprenditori pensano che basti l’esperienza sul campo. Certo, la strada insegna moltissimo, ma oggi il mercato cambia troppo velocemente per vivere soltanto di abitudine.
Se non studi, rimani indietro nel giro di poco tempo.
Io credo profondamente nella formazione continua perché la crescita dell’azienda passa prima dalla crescita mentale dell’imprenditore: è inutile investire soltanto in mezzi, strutture o prodotti se poi non investi nella tua capacità di interpretare il presente.
Il terzo errore è non costruire un’identità.
Questo oggi è forse il problema più sottovalutato di tutti: vedo tantissimi giovani distributori che cercano di piacere a chiunque. Vendono un po’ di tutto, comunicano senza una direzione precisa, parlano come tutti gli altri e finiscono per diventare uguali a decine di concorrenti. Ma il mercato moderno premia chi ha personalità.
Devi chiederti che tipo di imprenditore vuoi essere. Quali valori vuoi trasmettere. Che cultura aziendale vuoi costruire. Nel mondo horeca il rapporto umano resta decisivo.
Riassumendo: non sei più uno che vende.
Sei qualcuno che aiuta il locale a crescere.
Esattamente qui che si giocherà il futuro della distribuzione horeca italiana, costruendo valore, relazioni e visione.
Io continuo a credere che questo settore abbia enormi opportunità per chi inizia oggi. Però serve consapevolezza. La distribuzione horeca richiede
cultura imprenditoriale,
capacità di osservazione,
sensibilità,
visione del cambiamento.
E soprattutto richiede una cosa che molti sottovalutano all’inizio: la capacità di crescere insieme ai propri clienti.
Per questo ti invito sin da subito a iscriverti all’associazione AGroDiPAB Ho.Re.Ca., nata proprio per mettere a fattor comune le esigenze degli imprenditori e portarle sui tavoli che contano. Per associarti scrivi a segreteria@agrodipab.com







