Difficilmente mi senti parlare di riunioni. Più spesso mi senti parlare di Power Meeting: la differenza, almeno per me, è sostanziale.
Una riunione può essere semplicemente un appuntamento in agenda. Ci si siede intorno a un tavolo, si affrontano alcuni argomenti, si scambiano informazioni e poi ciascuno torna alle proprie attività. Quante volte l’hai fatto?
Un Power Meeting parte invece da un presupposto diverso: se più persone decidono di dedicare contemporaneamente una parte del proprio tempo a un incontro, quel tempo deve generare qualcosa. Un’idea più chiara. Una decisione. Una soluzione. Una relazione che prima non esisteva.
Qualche giorno fa in azienda ho vissuto uno di questi momenti e, ripensandoci, mi sono reso conto ancora una volta di quanto la connessione tra le persone e l’ascolto reciproco possano incidere sulla crescita di un’impresa.
Noi imprenditori abbiamo sviluppato una certa diffidenza nei confronti delle riunioni… qualche ragione ce l’abbiamo pure! Conosci bene quelle che iniziano senza un obiettivo preciso, durano più del previsto e terminano con la sensazione che il vero lavoro debba ancora cominciare. Se metti intorno allo stesso tavolo sei persone per due ore, hai utilizzato dodici ore di lavoro: un disastro dal punto di vista della produttività.
Per questo per me vale solo un Power Meeting: che cosa esiste alla fine che prima non esisteva?
Vale all’interno dell’azienda, ma vale ancora di più quando allarghi il tavolo.
Nel nostro settore rischiamo qualche volta di trascorrere troppo tempo dentro il perimetro della nostra impresa. Quando invece incontri altri imprenditori, fornitori, professionisti o persone che lavorano in settori differenti dal tuo, succede qualcosa di interessante: entrano nel tuo campo visivo problemi, soluzioni e punti di vista che fino a quel momento semplicemente non c’erano.
Questo è il networking che interessa a me.
Una rete professionale vale quando produce circolazione di conoscenza: facciamo sempre l’esempio del nostro settore. Un collega può raccontarti come ha riorganizzato un giro di consegna. Un produttore può farti vedere prima degli altri come stanno cambiando determinate categorie. Un ristoratore può spiegarti un comportamento del consumatore che dai tuoi numeri ancora non emerge. Un imprenditore di un altro settore può mostrarti un sistema di gestione del personale che nella distribuzione nessuno sta ancora utilizzando. Tu porti la tua esperienza al tavolo e gli altri portano la loro.
C’è però una condizione: devi saper ascoltare.
Noi imprenditori siamo abituati a decidere, risolvere, rispondere, spiegare: durante un Power Meeting, invece, qualche volta la cosa più produttiva che puoi fare è lasciare parlare qualcun altro abbastanza a lungo da permettergli di mettere in discussione una tua convinzione. Per questo considero questi incontri parte del lavoro.
Naturalmente non tutti gli incontri diventeranno Power Meeting, ma una buona rete professionale funziona esattamente come molti altri investimenti: il valore raramente coincide con il momento in cui investi. Chissà: una conversazione di oggi può diventare un progetto fra sei mesi…
Il networking non è tempo sottratto al lavoro. È uno degli investimenti più potenti che possiamo fare sul futuro dell’impresa. A una condizione: quando ti siedi attorno a un tavolo, porta qualcosa e preparati a tornare a casa con qualcosa che prima non avevi.
Altrimenti sì, quella era soltanto una riunione.
Cosa ne pensi? Ti piacciono le riunioni a cui partecipi? Come le cambieresti? Scrivimi a mit@ristopiulombardia.it, lavoriamo insieme per migliorare la distribuzione horeca!







