Inflazione al 5,4%: chi pagherà il conto?

I nuovi dati ISTAT segnalano una forte accelerazione dei prezzi, trainata dall’energia. Per te e me il problema non è soltanto quanto aumenteranno i costi, ma quanto riusciremo a recuperare senza perdere competitività, clienti e liquidità.

Se come me guidi un’azienda di distribuzione Ho.Re.Ca., il 5,4% di inflazione registrato a ottobre dall’ISTAT è un numero che devi leggere con attenzione e stamparti sulla fronte. No, il numero in sè, ovviamente, ma quello che si nasconde dietro a livello di conseguenze su acquisti, costi operativi e, soprattutto, sulla redditività dell’impresa.

Le stime preliminari indicano un’accelerazione rispetto al 4,2% di settembre, con un aumento mensile dello 0,9%. A pesare è soprattutto l’energia, i cui prezzi al consumo crescono del 31,4% su base annua, con punte del 59,5% per la componente regolamentata.

Anche gli alimentari mostrano segnali di tensione: i prodotti non lavorati accelerano dal +5,5% al +7,5%, il carrello della spesa passa dal +1,5% al +2,5%, mentre l’inflazione di fondo sale al 2%. I prezzi dei servizi di trasporto, inoltre, crescono del 3,1%.

Attenzione: questi sono dati sui prezzi al consumo, non aumenti automaticamente applicabili ai listini dei tuoi fornitori o ai contratti energetici e logistici della tua azienda. Indicano però un contesto nel quale le pressioni sui costi potrebbero intensificarsi.

Il mercato nel quale lavoriamo non offre grandi margini di manovra. Secondo FIPE, a settembre le visite nei pubblici esercizi sono aumentate appena dello 0,3% e la spesa nominale dell’1,7%, mentre i prezzi della ristorazione sono cresciuti del 2,9%. Significa che la spesa reale si è ridotta.

Il tuo cliente può incassare più euro senza registrare una crescita effettiva dei consumi. Quando il ristoratore deve difendere la propria redditività, sai bene cosa può succedere: ti chiede uno sconto, riduce gli ordini, sceglie referenze meno costose oppure prova ad allungare i tempi di pagamento (come abbiamo denunciato in occasione degli Stati Generali della filiera Ho.Re.Ca. della scorsa settimana). Tu, però, devi continuare a garantire disponibilità dei prodotti, assortimento, puntualità e frequenza delle consegne. Devi pagare personale, mezzi, carburante, magazzino e refrigerazione; non sempre puoi trasferire gli aumenti dei tuoi costi sui prezzi di vendita senza rischiare di perdere clienti.

È questo il pericolo: trasformare la tua distribuzione nell’ammortizzatore economico dell’intera filiera. L’industria difende i propri listini, il pubblico esercizio cerca di contenere i costi e tu rischi di assorbire una parte crescente della pressione economica.

Ti faccio un esempio. Acquisti un prodotto a 80 euro e lo rivendi a 100. Il tuo margine lordo commerciale, prima dei costi operativi, è di 20 euro. Se il costo d’acquisto aumenta del 5% e mantieni invariato il prezzo di vendita, il margine scende a 16 euro. Un rincaro del 5% ha cancellato il 20% del tuo margine unitario. Moltiplica questo meccanismo per centinaia di referenze e migliaia di consegne. Puoi continuare a fatturare, magari persino aumentare il giro d’affari, mentre la redditività della tua azienda peggiora.

Vogliamo parlare di liquidità?

Se le merci ti costano di più, devi impiegare più capitale per mantenere lo stesso magazzino. Se contemporaneamente concedi maggiori dilazioni ai clienti, aumenti il tuo fabbisogno finanziario. Sono risorse che sottrai agli investimenti, all’innovazione e allo sviluppo commerciale.

I dati di ottobre sono ancora preliminari e non annunciano che tutti i tuoi costi aumenteranno automaticamente, ma ti indicano con chiarezza dove devi concentrare il tuo sistema di ALERT.

Il rischio maggiore, in questo contesto, è continuare a vendere senza accorgerti che stai guadagnando sempre meno. Imprenditore avvisato… sicuramente salvato.

Quali problemi hai iniziato a riscontrare? Vuoi elencarli? Scrivimi a mit@ristopiulombardia.it in modo che io possa farmi portatore delle istanze di tutti gli imprenditori.

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